Le candidature sono aperte fino alle 23.59 del 25 ottobre, dal modulo del sito. Da oggi sai anche chi le ascolterà in giuria, tutti e cinque.

Il 13 settembre abbiamo presentato quattro dei cinque giudici e promesso il quinto nome per l’apertura delle iscrizioni. È arrivato con qualche giorno di ritardo, e ne valeva la pena.

Carlo Santagostino, Alex Raccuglia, Deborah Piu e Walter Sbano mettono al tavolo la storia dell’informatica, la musica indipendente, la regia radiofonica e la conduzione. Per completare i Saggi del Codice 2026 cercavamo uno sguardo diverso: qualcuno che venisse dalle immagini, e che avesse passato gli ultimi anni a capire come immagine, ritmo e codice si tengono insieme in un racconto credibile.

Quel nome è Fabio Lacerenza.

Dalla macchina da presa alla regia digitale

Fabio Lacerenza fa il regista da più di dieci anni, fra regia e direzione della fotografia, in televisione e nel documentario. Chi lavora dietro una cinepresa sa che il ritmo non è un’idea astratta: è l’istante esatto in cui un cambio di inquadratura regge un’emozione o la rompe, è la cura per la luce e per il modo in cui una storia resta negli occhi di chi guarda.

Col tempo il suo lavoro si è allargato al digitale, e alle competenze da grafico e da programmatore. Oggi cura le regie digitali di Acea: le dirette in streaming e le produzioni multimediali dell’azienda. Accanto a questo è Senior UX/UI Designer, cioè progetta il modo in cui le persone usano un’interfaccia e reagiscono a quello che hanno davanti.

È questo doppio binario che volevamo al tavolo: l’occhio di chi ha imparato il racconto sui set, e la precisione di chi sa che cosa succede quando una persona incontra un contenuto costruito da una macchina.

Come voteranno i Saggi del Codice

Con Fabio Lacerenza la giuria è al completo. Nelle tre serate in diretta su Runtime Radio, le semifinali del 9 e del 16 novembre e la finale del 23 novembre, alle 21, il loro lavoro sarà questo.

  • Un voto da 0 a 10 a ogni brano, con un commento se vogliono. Non premia il modello più potente: un generatore recente fa suoni puliti quasi da solo, e un buon campionamento non basta a fare una canzone.
  • Il Manifesto dell’Opera già letto. I giudici ascoltano e leggono le candidature da adesso, Manifesto compreso: arrivano alla serata sapendo, per ogni brano, dove finisce la macchina e dove cominciano le scelte di chi l’ha guidata.
  • Due classifiche, una somma. In ogni serata il pubblico vota dal sito e la giuria dal suo pannello, e ne escono due classifiche separate. Ciascuna dà punti ai brani secondo la posizione, e chi passa il turno, o vince, lo decide la somma dei punti. Carlo, oltre a votare, controlla i conti.

Le candidature restano aperte fino alle 23.59 del 25 ottobre, dal modulo del sito. Chi conduce è già al lavoro e il tavolo dei giudici è pronto: per la quarta edizione adesso manca solo la tua canzone.